Colloqui, un italiano su due gonfia le proprie competenze
13 aprile 2007
Quasi la metà degli italiani (43%) nei colloqui di lavoro non dice la verità in merito alle precedenti esperienze lavorative.
Inoltre, il 19% gonfia le reali competenze informatiche e il 9% la propria conoscenza delle lingue straniere. Mentre soltanto il 6% dichiara compensi maggiori della realtà, magari per strappare un rilancio più sostanzioso dal potenziale prossimo datore di lavoro.
È quanto emerge da una ricerca condotta da Robert Half Executive Search tra 1.200 direttori finanziari e responsabili delle risorse umane (tra cui 50 italiani) di 11 paesi europei. Secondo l’indagine della società di head hunting, gli italiani non solo tendono a vantare competenze non vere, ma cercano di evitare argomenti delicati, quali per esempio le motivazioni per cui si vuole cambiare lavoro (28%), gli aspetti di debolezza personali e professionali (19%) e, di nuovo, le esperienze precedenti (11%) e le competenze linguistiche (11%). "I requisiti fondamentali da dimostrare, quando ci si candida per un’assunzione, sono l’affidabilità e la correttezza. Tuttavia è innegabile che esiste la tendenza da parte dei candidati a migliorare il più possibile la propria presentazione", spiega Vittorio Villa, responsabile Robert Half Executive Search Italia.
“In considerazione della relativa vischiosità del mercato del lavoro italiano – spiega Villa – i manager a colloquio tendono addirittura a sorvolare sui temi che di per sé non rappresentano una reale criticità: le motivazioni stesse della ricerca di un cambiamento professionale talvolta vengono taciute perché vissute come un insuccesso personale piuttosto che una conseguenza naturale dell’evoluzione del contesto lavorativo”.
IT




lo faccio anche io...!!!
Claudio 19 Apr 2007
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